Da Corso Como alla Valtellina… e viceversa

Un pranzo che in realtà rappresentava un nuovo inizio, o meglio la chiusura di un ennesimo capitolo del passato.
Milano, giornata di sole, caldo e voglia di gelato, frullato o di una caesar salad… per cui non vi nascondo che alla proposta di ‘tipica cucina valtellinese’ non ho manifestato grande entusiasmo.
Ma cucina valtellinese ‘take away’ e cartoccio di sciatt (che ovviamente non avevo la minima idea di cosa fossero!) mi hanno convinto.
Legni decapati, betulle, elegante semplicità, piccoli dettagli che vorresti portare a casa e tante coccole.
Sì, perché Emma ci ha coccolati, ci ha abbracciato come vecchi amici, arrivati facendo una sorpresa inaspettata.

Ho scoperto che fino a quel momento non avevo la minima idea di quanto potesse essere buona la vera bresaola, ho sorriso vedendo quanto potesse entusiasmarti un assaggio di polenta condita, e ho rubato tutti gli sciatt dal cartoccio, mentre rimanevamo a bocca aperta di fronte alla vecchia padella in ferro della nonna traboccante di pizzoccheri doc.
Emma è una forza della natura, ha affidato la sua cucina ad una squadra che è un vero e proprio melting pot di nazionalità, tradizioni e culture, con un denominatore comune, imparare a fare gli sciatt più buoni del mondo, perché come dice lei ‘li fanno con il cuore’. E si sente, ve lo assicuro.
Se siete in zona Corso Como, chiedete di Emma, Sciatt à porter è proprio dietro l’angolo.

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